Statue Rimini

 

Statua di Papa Paolo V

La Statua di Papa Paolo V è una statua in bronzo su piedistallo bianco che è stata eretta dal Comune di Rimini come atto di riconoscenza verso Camillo Borghese (Paolo V). Essa venne inaugurata nel 1614. Il Pontefice, seduto in leggera torsione sulla sedia papale, era raffigurato nel momento in cui impartiva la benedizione con la mano destra alzata. Nella mano sinistra teneva le chiavi che erano il simbolo di San Pietro, mentre sul capo indossava il triregno. Ai fianchi della sedia erano raffigurati un’aquila ed un drago, due emblemi della famiglia Borghese. Sul lato posteriore della sedia era presente una raffigurazione di Rimini che però non era fedele alla realtà. Ai lati sono rappresentati due episodi della vita del pontefice. Quest’opera di grande pregio ed eleganza venne eretta, come già detto, nel 1614, quando la città di Rimini era parte dello Stato pontificio. La Statua di Papa Paolo V è stata realizzata da due scultori. Prima lo scultore Cordier detto il Franciosino, di origine francese trasferitosi a Roma da anni, figura di grande rilievo nel panorama della scultura italiana pre-barocca di inizio Seicento, molto apprezzato da Paolo V. Seguendo una prassi piuttosto diffusa infatti Cordier si impegnò con il Consiglio comunale di Rimini ad eseguire il solo modello in cera della statua, demandando il processo di fusione del bronzo a Sebastiano Sebastiani, scultore di Recanati esperto nella lavorazione di tale metallo. Cordier morì improvvisamente nel 1612. Visti la bellezza dell’opera e l’eleganza del viso del papa, Cordier probabilmente avere quasi terminato il lavoro prima di morire. La fusione della statua, come già detto, venne demandata a Sebastiani. Una volta fusa venne collocata nella piazza antistante al Palazzo Comunale, ampliata grazie all’abbattimento di un intero isolato di case. Arrigoni disegnò l’elegante basamento. Nel 1797 Rimini venne occupata dalle truppe francesi di Napoleone, le quali scendevano lungo la penisola conquistando i territori e requisendo le opere d’arte di maggior pregio per inviarle a Parigi. Il nuovo governo non apprezzava i simboli del potere ed i monumenti eretti in onore del Pontefice. Per tale ragione la statua del Papa rischiava di essere spostata o peggio distrutta. I riminesi pensarono allora di camuffare la statua facendo diventare Paolo V Borghese il santo patrono della città, San Gaudenzo. Dal capo della statua si tagliò il triregno per porvi la mitra vescovile, propria del santo, e dalla mano sinistra si tolsero le chiavi pontificie per inserirvi un pastorale. L’opera venne riportata nel 1936 allo stato originale rimodellando e fondendo nuovamente il copricapo e la mano destra. Durante l’occupazione francese di fine ‘700 la statua venne trasformata in una raffigurazione di San Gaudenzo. Il Papa, ritratto mentre benedice la città da un alto basamento, è Paolo V, al secolo Camillo Borghese, salito al soglio pontificio nel 1605. Egli era un grande esperto di diritto canonico e fu un sovrano colto, forte ed intransigente. Durante il suo pontificato, da amante dell’arte quale era, promosse il completamento della basilica di San Pietro, la costruzione della Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore a Roma ed il proseguimento dei lavori al Palazzo del Quirinale. Anche suo nipote, il cardinale Scipione Borghese, condivideva la sua passione per l’altra ed era infatti uno dei collezionisti più raffinati (e senza scrupoli) della Roma del ‘700. Rimini, per riconoscenza verso il papa che aveva dispensato benefici e fatto avanzare nella gerarchia ecclesiastica molti illustri riminesi, indusse il Consiglio comunale della città a promuovere l’erezione di un monumento in suo onore affidando l’esecuzione della statua a Cordier, come già detto. Tale monumento era di grande pregio artistico e di forte impegno economico ed era un segno tangibile della fedeltà, della gratitudine e della sottomissione al potere papale. Solo nel 1936, in piena epoca fascista, all’indomani dei lavori di riqualificazione urbana, si pensò di riportare il bronzo al suo aspetto originario, e il patrono di Rimini torno ad essere Papa.

Statua di Giulio Cesare

La statua di Giulio Cesare di Rimini è situata in un angolo di Piazza Tre Martiri e ad un occhio disattento potrebbe persino sfuggire, essendo posta poco dietro l’edicola. Si trova in quella posizione per un motivo ben preciso. Il famoso “Dado è tratto” (Alea iacta est) di Cesare è stato detto a Rimini. Nel desiderio di cementare il mito dell’Impero romano, Benito Mussolini, riconoscendo Rimini come città natale dell’impero, nel 1933 donò una statua di Cesare alla città. In origine la statua è stata posta ai piedi della torre dell’orologio della piazza principale di Rimini, chiamata Piazza Giulio Cesare. Essa infatti era troppo pesante per essere collocata sul basamento. Prima della liberazione di Rimini la statua fu rimossa e nascosta, prima in un magazzino, e poi sepolta in un fosso. La sfortunata statua di Cesare infatti rappresentava il fascismo sconfitto, tanto che dopo l’impiccagione di tre partigiani locali nel 1944 da parte delle autorità fasciste naziste il nome della piazza venne cambiato da Piazza Giulio Cesare a Piazza Tre Martiri. La statua venne ritrovata nel suo nascondiglio negli anni Cinquanta dalla vigilanza locale e consegnata alle autorità militari che la conservarono nelle caserma Giulio Cesare. Essa è ancora lì. Il Comune ne ha voluta però una copia che è stata collocata nella piazza, ma posizionata all’angolo per rispetto delle vicissitudini storiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *